Settefrati, la tecnologia contro gli incendi.
Questa mattina si è tenuto un importante appuntamento scientifico presso la sala conferenze del Santuario di Canneto: è stato presentato il sistema di rilevamento “SAI”, ovvero “Sistema per l’allerta precoce di incendi boschivi”. Ad inaugurare i lavori il sindaco Lorenzo Malizia, il cui figlio Andrea, ingegnere come il padre, ha lavorato alla realizzazione del sistema, che sarà presentato dal professor Carlo Bellecci, dell’Università di Tor Vergata. Verso le 12 è avvenuta la dimostrazione operativa di funzionalità del sistema, a cura del dottor Pasquale Gaudio. Il consorzio CRATI, infatti, tramite i consorziati Università di Roma Tor Vergata, CNR – SAC, Costruzioni Meccaniche De Rose, ha concluso un progetto di ricerca industriale finanziato dal MiUR nell’ambito del programma PON. Gli incendi boschivi costituiscono una delle più gravi emergenze che l’Europa mediterranea, e il nostro paese in particolare, si trovano ad affrontare periodicamente. Esistono impianti di monitoraggio concepiti per essere utilizzati in una rete telematica modulare e gerarchica, basata sull’organizzazione operativa del Corpo Forestale dello Stato, che, partendo dai punti periferici di avvistamento e passando per i centri operativi locali e provinciali, arriva fino ai centri di controllo regionale in cui è prevista l’interfaccia del sistema con la Protezione Civile. In alternativa sistemi di telerilevamento laser possono offrire un valido contributo alla risoluzione dell’allarme precoce, essendo uno degli strumenti più idonei a monitorare con regolarità ampi territori a distanza. In particolare – il telerilevamento con tecnica LIDAR consente di sfruttare le proprietà ottiche di diffusione e assorbimento dei prodotti della combustione, in particolare del particolato, per l’individuazione di focolai di incendio. Il cuore del sistema è costituito da una sorgente di luce coerente, laser, monocromatica, che lancia in atmosfera brevi impulsi di luce. Grazie all’elevata direzionalità della radiazione laser, questa percorre grandi distanze in atmosfera “colpendo” le molecole ed il particolato che incontra lungo il percorso. Con un processo simile a quello del più noto RADAR, parte della radiazione è riflessa dalle molecole e dal particolato atmosferico dando luogo ad un segnale ottico retrodiffuso. Questo segnale è raccolto da un telescopio, focalizzato su un rivelatore che lo converte in elettrico e quindi visualizzato su un monitor che ne descrive il suo andamento spazio/temporale, lungo la direzione di propagazione. In assenza di forti variazioni di densità locale il segnale non mostra forti discontinuità. Per limitare il numero di falsi allarmi è stato messo a punto un sistema automatico di analisi dei segnali raccolti che è in grado di distinguere le discontinuità orografiche da quelle dovute ad origini diverse. Per far ciò il sistema SAI viene “addestrato” alla conoscenza della zona da tenere sotto controllo facendogli acquisire per quel sito una mappa “bianca” dei segnali retrodiffusi in condizioni normali. Il confronto continuo tra questa mappa bianca e i segnali dinamici raccolti dal sistema permette di distinguere le discontinuità dovute a cause diverse dagli incendi boschivi e quindi segnalare una situazione di allarme solo nel caso di reale anomalia. In particolare il sistema SAI realizzato è costituito da una sorgente laser a stato solido, di tipo Nd:YAG, che può emettere in atmosfera impulsi laser, sia nell’UV sia nell’IR, di energia ridotta, per soddisfare le condizioni di eyes safe. Questi, inviati in direzioni diverse, esplorano ciclicamente il territorio circostante e vengono parzialmente retrodiffusi. La radiazione retrodiffusa è raccolta da un telescopio che la focalizza su un rivelatore che a sua volta converte il segnale ottico in elettrico. Quest’ultimo è acquisito tramite una opportuna elettronica e memorizzato in un computer remoto collegato mediante sistemi wireless. Il computer remoto, ricevuto il segnale in tempo reale, lo analizza e lo confronta con la “mappa bianca” della zona sotto indagine valutando se corrisponde ad una situazione di “allarme” o “non allarme”. Nel caso di allarme vengono segnalate immediatamente le coordinate del punto in cui è stata individuata l’anomalia, cioè la presenza di fumo in atmosfera.
via CiociariaOggi
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