Comune di Cassino e Acea Ato 5.
Continua a Cassino la presa di posizione dell’Amministrazione Scittarelli contro i disservizi idrici da parte dell’Acea Ato 5. “La gestione del servizio idrico nella nostra città continua ad essere inadeguato e occasione di disservizi e proteste – scrive Scittarelli – anche a causa delle differenti ed esorbitanti differenze di tariffa applicate dall’Acea ATO 5, rispetto a quelle dell’acquedotto comunale. Tariffe che sono superiori addirittura a quelle che la stessa Acea applica ai cittadini di Roma. L’erogazione idrica non è regolare, gli interventi di manutenzione quasi sempre avvengono senza una tempestiva comunicazione all’utenza. Queste constatazioni quotidiane furono alla base della decisione del Comune di Cassino di frapporsi all’imposizione di trasferire all’ACEA ATO 5 anche gli impianti dell’acquedotto gestito dal Comune; per tale decisione è in atto una lunga vertenza giudiziaria. Ma la situazione resta grave per cui adesso il Comune di Cassino – conclude il sindaco – avvierà pure la procedura per l’uscita totale dall’Ato 5, compresa la parte attualmente non gestita dal Comune, così come stanno facendo anche altri comuni, a partire da quello di Frosinone. L’uscita dall’ATO 5 è infatti l’unica soluzione alla insormontabile situazione di disagio che vive l’utenza servita da Acea. Il Comune di Cassino, pur consapevole di avviare una iniziativa lunga e difficile, è fiducioso anche perché essa non è isolata ed anzi i proseliti sono destinati ad aumentare.”
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1. Pianosolo - 9 giugno 2008 - 22:53
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2. caos - 9 giugno 2008 - 13:28
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3. Pianosolo - 9 giugno 2008 - 12:17
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4. Pianosolo - 9 giugno 2008 - 12:15
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Atinablog.it invita i commentatori ad un clima sereno di discussione,Sono d’accordo con caos, dobbiamo essere molto parsimoniosi ad usare questo preziosissimo bene e penso anche che le varie amministrazioni pubbliche che si accingeranno a gestirlo debbano pensare ad un sistema misto cioè, una quota fissa che garantisca un tot di litri giornaliero a famiglia (dipendente dal numero dei componenti) e il resto a consumo. Credo che questo sarà un incentivo a non sprecare l’acqua, fatto salvo il controllo continuo di tutte le perdite che ci sono sulla rete.
Sono con te, Pianosolo. Noi dobbiamo imparare, però,ad usare questo bene prezioso con accortezza e gli enti pubblici a tenere sotto controllo la rete idrica, un colabrodo che disperde nel sottosualo litri e litri d’acqua.
L’acqua deve essere un bene gestito da enti pubblici.
E non da privati che possono specularci sopra!
Anche se il nostro comune….. per fortuna…… ancora non è entrato a far parte dell’ Ato 5, dovremmo attrezzarci per non farci parte in futuro.
Siamo capaci o no a organizzare un fronte comune, insieme agli altri comuni ( scusate il gioco di parole), per contrastare l’eventualità di una nostra appartenenza e aiutare i comuni che ne vogliono uscire?
scevro da insulti ed attacchi personali ad altri commentatori.
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