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Bruno Arcari – L’ultimo guerriero

È stato il miglior pugile italiano di tutti i tempi, lo ammette anche Rino Tommasi, il giornalista che ha coniato la celebre espressione “il mio personalissimo cartellino” ed è stato un importante organizzatore di pugilato: «Se Nino Benvenuti è stato il più famoso, se Duilio Loi ha segnato un epoca della nostra boxe, Arcari è stato l´interprete più convincente della più affascinante disciplina sportiva». Tommasi lo scrive nella prefazione del libro “Bruno Arcari l’ultimo guerriero” (autore Pier Cristiano Torre, edizioni Liberodiscrivere) e si tratta di una testimonianza assolutamente al di sopra delle parti anche perché, ad un certo punto, gli interessi di Tommasi entrarono in contrasto con quelli di Rocco Agostino, il manager-tranviere che ha seguito dall´angolo tutta la straordinaria carriera del pugile nato ad Atina, in Ciociaria, il primo Gennaio 1942, ma genovese di adozione.

L´epopea ed il mito di Arcari, uno dei quattro pugili ad aver conquistato la Century´s Champ, la cintura assegnata a chi ha detenuto il titolo mondiale per più di quattro anni (gli altri sono Alì, Napoles e Monzon…) è raccontata da Pier Cristiano Torre, genovese di Serra Riccò, nel libro che questo pomeriggio (ore 18) sarà presentato al pubblico alla Fnac nello spazio incontri. «È il più bel libro sul pugilato scritto in Italia – sostiene Alberto Brasca, il vicepresidente della federazione Pugilistica Italiana – superiore anche a “Pugni amari” di Sandro Mazzinghi o alla biografia di Nino Benvenuti». Torre per scrivere il suo libro ha fatto una full immersion nelle teche Rai, si è andato a rivedere gli incontri che hanno caratterizzato la carriera del pugile che ha vinto 5 match per il titolo europeo e 10 per quello mondiale e la sera del 2 settembre 1974, non riuscendo più a rientrare nella categoria dei welter junior, si ritirò imbattuto. «I match che non dimenticherò mai – confida Arcari – sono quelli di Vienna con Orsolics, quando divenni campione d´Europa, e di Roma contro Adigue, quando conquistai il titolo di campione del mondo».

video via Primocanale.it

A Vienna, il 7 maggio 1968, oltre all´idolo locale Johannes Orsolics, Arcari mise al tappeto anche 15 mila indemoniati tifosi austriaci. Piero Sessarego era quella sera a bordo ring come inviato di Tuttosport.
«A rendere l´atmosfera incandescente – ricorda – aveva contributo anche Rocco Agostino. Aveva preteso di pesare Orsolics con dei suoi pesetti, non si fidava di quelli della bilancia dell´organizzazione. Loro parlavano in tedesco e lui rispondeva in genovese, ma riusciva a farsi capire: “Questo è alto quasi un metro e 80, come può pesare 63 chili e mezzo?”.
Quella notte Arcari è stato straordinario, mi sono ritrovato in piedi, circondato dagli austriaci, a gridare “Bruno-Bruno”. Come giornalista un po´ me ne vergogno, allo stadio non ho mai tifato per una squadra di calcio, ma per Arcari era diverso…».
Arcari diventa campione del mondo il 31 gennaio 1970, battendo a Roma, ai punti, Pedro Adigue in un match di inaudita violenza. Ma un altro capolavoro di Arcari è il secondo match con Henrique, il 10 giugno 1972 al Palasport di Genova. Bruno vince per ko alla dodicesima ripresa, 200 milioni di spettatori assistono in mondovisione al match, in Italia l´audience è dell´87 per cento, un record che polverizza quello precedente del 70 per cento in occasione della mitica Italia-Germania 4 a 3.

In quanto a sé medesimo Arcari così si descrive: Io sono Bruno. Voglio essere Bruno. Non il campione.

Una carriera straordinaria a cui manca solo la medaglia olimpica. Eppure a Tokyo ‘64 era il grande favorito, ma, al primo turno per ferita contro il keniano Alex Oundo, perse un match che stava dominando. «Potevo sicuramente andare avanti – racconta Arcari – ma l´arbitro era polacco ed il match dopo avrei per l´appunto dovuto incontrare un pugile polacco…». Le sopracciglia sono state il suo tallone d´Achille. Perse per ferita anche il primo incontro da professionista contro il carneade Franco Colella. «Un giorno – racconta il giornalista Rocky Giuliano – incontrai Colella e gli chiesi perché mai non avesse concesso la rivincita a Bruno. “Semplice – mi rispose – Quanti possono dire di aver battuto Arcari? L´ho anche scritto sul mio biglietto da visita…”. E ne tiro fuori uno dalla tasca».

via Repubblica.it


Il libro è acquistabile anche online sul sito della casa editrice.

Info tecniche sul libro
Titolo: Bruno Arcari l’ultimo guerriero
Autore: Pier Cristiano Torre
Editore: Liberodiscrivere® edizioni
Genere: Sport
Collana: Costume e Società
ISBN:
978-88-7388-146-9
Pagine: 260
Prezzo:
15,00 €
Note:
il libro contiene più di 40 fotografie.



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